gelato a sant jordi
TEMPO LIBERO

A colonia sant Jordi da vegani è possibile

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Il dolce far niente, sdraiata sulla sabbia ascoltando il suono del mare. Dopo uno svariato numero di volte alle Canarie, dove però preferisco andare d’inverno e in Grecia lo scorso anno, questa volta sono sbarcata alle Baleari. In particolare a Maiorca. E ancora più in particolare a Colonia sant Jordi. Sono state escluse a priori località troppo giovani tipo Magaluf, non perchè io sia vecchia ma essendo la moda dell’anno quella di lanciarsi dalla camera dell’albergo in piscina ubriachi (ovviamento nella speranza di finirci in piscina perchè il beneficio del dubbio rimane) ho pensato che non facesse al mio caso e sono state escluse località tipo Peguera in quanto territorio tedesco. Siamo finiti a Colonia sant Jordi (dove comunque la nazionalità dominante era quella tedesca) perchè avevamo letto che vantava un mare stupendo.

Colonia sant Jordi è paese piccolino, c’è qualche barettino carino dove bere una birra o un cocktail, ci sono negozietti ma se si cerca la vita notturna non è il posto giusto. Noi comunque non era quello che cercavamo.

Volevamo una vacanza all’insegna del mare e dello sport ed è ciò che abbiamo avuto.

Abbiamo mantenuto una media di 20 Km giornalieri tra camminare e correre.

La giornata tipo iniziava con colazione a buffet in albergo: caffè, succo, frutta e verdura. Sono riuscita anche a mangiare broccoletti, pomodori al forno e fagioli alle otto e mezza del nattino. Per i non vegani, cioè per il resto degli ospiti della struttura esclusi noi, c’erano brioches, marmellate, torte, crepes, uova, affettati. Una mattina mi è caduto l’occhio su un signore seduto al tavolo vicino al nostro che dopo il piatto dolce con tanto di bustina di zucchero bianco in aggiunta al caffè è passato al salato e nello specifico uovo al tegamino, bacon e salsicce a cui ha aggiunto la quantittà di sale che io non riesco a consumare nemmeno in una settimana. Potrei fare l’elenco di pasti da picco glicemico e fegato mi scordo di te che ho visto in questi giorni. Mi piace osservare il mondo attorno a me. E qualcuno avrà comunque osservato anche i miei di piatti e avrà avuto qualcosa da ridire.

Comunque dopo la colazione ci si preparava per la spiaggia. Il primo giorno sapendo che una delle spiagge più belle dell’isola (Es Trenc) si trovava a venti minuti a piedi abbiamo deciso di raggiungerla. Dopo una camminata che è durata alla fine più di venti minuti, così come siamo arrivati così ce ne siamo andati. Dire che era affollata è riduttivo. Sembrava di essere al centro commerciale alla vigilia di Natale (cit. Paolo).

“Invece che rifarla via spiaggia proviamo a uscire da questa parte”, propongo io che come al solito ho idee geniali.

Abbiamo camminato lungo una strada che costeggiava le saline e dove erano in coda le macchine che volevano raggiungere il parcheggio della spiaggia. Siamo finiti poi su uno stradone sotto il sole cocente che si sudava solo a stare fermi. Le opzioni erano due: autostop o continuare a camminare. Tra imprecazioni varie ho scelto di continuare a camminare.

Ritrovata la via smarrita siamo finiti a fare il bagno nella spiaggia esattamente di fronte all’albergo anche perchè non riuscivo più a muovermi. Abbiamo toccato i 25 km per un numero di passi vicino ai 30.000.

Apparte l’incoveniente del primo giorno e del secondo giorno in cui dopo aver fatto quaranta minuti di corsa abbiamo noleggiato le bici e pedalato per 15 km in mezzo al niente per raggiungere un’altra spiaggia, Cala Llombards, molto bella e anche lei molto affollata dove abbiamo fatto fatica a trovare lo spazio per stendere l’asciugamano (ne abbiamo steso metà per intenderci). La foto rende l’idea. Considerando che si trattava della settimana a cavallo tra fine agosto e inizio settembre…non oso immaginare in piena stagione. Ah, i 15 km sono stati ovviamente anche per tornare indietro. La caletta ad ogni modo è molto caratteristica.

Diciamo allora che la giornata iniziava con colazione, spiaggia, mare fino alle quattro e mezza, poi riposino in albergo, corsa costeggiando il mare, stretching e poi ci si preparava per la cena.

La cena era a buffet. Non avevamo avvisato la struttura che eravamo vegani e abbiamo mangiato benissimo tutte le sere. Verdure crude, olive, insalate particolari come le patate della nonna condite in salsa di pomodoro o pomodoro e avocado, patate al forno, verdure miste, riso, pasta e una sera anche paella vegetale. Mi è piaciuto potermi creare tutte le sere il mio piatto (miei piatti a dire il vero perchè arrivavo all’ora di cena davvero affamata e il bis era la regola). Tutto cucinato molto bene e curato anche nella presentazione.

Dopo la cena, passeggiata finale e nanna.

Detto questo il mare è bellissimo, le spiagge più conosciute sono le più affollate. Abbiamo scoperto le varie spiagge a partire dal porto di sant Jordi, decisamente molto meno affollate dove si può stare tranquilli e dove il mare non ha nulla da invidiare a spiagge tipo Es Trenc.

Piccola premessa. Ho sempre prenotato appartamenti in vacanza e mai mi era passato per la testa di prenotare albergo con mezza pensione. Ma sono arrivata a questa vacanza stanca, molto stanca e volevo solo relax. Inoltre Maiorca è piuttosto cara e comunque tra costo dell’appartamento e spesa avremmo alla fine speso la stessa cifra.

Gli ultimi due giorni ci siamo spostati a Palma ma ve li racconto nel prossimo post.

P.S: Il gelato che vedete nella foto è a base di latte di riso, gusti cioccolato e nocciola e il cono era  senza glutine. Per la serie anche in paesino piccolo come Colonia sant Jordi si può trovare un gelato vegano e buonissimo.

 

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