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Tel Aviv, la mia meta vegana preferita

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Tel Aviv è stata una delle mete che ho preferito dal punto di vista vegano.È inverno, è da mesi che non vedi il sole e hai bisogno di una vacanza. Primo pensiero: Canarie. Le Canarie vanno sempre bene, soprattutto nei mesi non estivi. Però hai voglia di vedere qualcosa di nuovo, passi velocemente le mete di Easyjet ed ecco che ti cade l’occhio su di lei, Tel aviv. Fai una ricerca veloce in google ed ecco che scopri essere considerata una delle capitali mondiali vegane. Biglietto prenotato senza pensarci due volte.È febbraio e a Tel Aviv sembra primavera. Il sole splende dalla mattina e mette di buon umore. Sei in giro in maniche corte e non ti sembra vero.

Nonostante sia pieno di militari armati che camminano per strada si respira una bella aria. La gente è cordiale e sembra rilassata, c’è chi sorseggia una tazza di caffè, chi fa sport sul lungo mare, chi legge il giornale seduto su una panchina.

La giornata parte con una buona colazione in uno dei numerosi bar vegani, uno smoothies o un succo fresco o, perchè no, uno shot di zenzero con un dolcetto raw o un sandwich con lo scrumble tofu da “Anastasia”. Decido che è vietato prendere il pullman, si cammina in lungo e in largo, ci sono così tante cose da vedere e scorci da scoprire che col pullman verrebbero persi.

Un giro al mercato Carmel però lo facciamo anche oggi, anche se ci siamo già stati ieri e l’altro ieri ma guarda che frutta, senti che profumi e quasi quasi compro qualche pistacchio e pure qualche noce, nel caso venisse un languarino strada facendo.

Poi c’è il flea market di Jaffa vicino al porto. Guarda! In quel posto fanno la coda per mangiare un piatto di hummus, deve essere buono. Ti metti in coda e mangi un hummus che ti sognerai per il resto dei tuoi giorni. Ti guardi attorno, è un tripudio di colori e originalità. È un continuo fare foto.

Il telefono ti ricorda che stai camminando da tre ore, meglio fare una pausa e quasi quasi un aperitivo ci sta, fanno pure l’happy hour così un giro lo paghi l’altro no e come snack ti portano le fave o i ceci. L’aperitivo è sempre il momento più bello della giornata soprattuto con l’happy hour. Ti fermi poi nelle botteghe bio e trovi le mozzarelline vegane, il caviale vegano e via dicendo. Ci starà tutto in valigia? Ci penseremo poi.

Ci sono i falafel (anche in versione glutenfree da “Johnny falafel”), il sushi con avocado, barbabietole, patate dolci (da “The green roll”, sushi bar vegano dove l’unico punto a sfavore era il menù in sola lingua ebraica), c’è lo shawarma a base di soia. Guarda anche questo ristorante georgiano “Nanuchka”, l’unico ristorante georgiano vegano al mondo, dicono. Interessante. A pranzo costa meno. Ordini un pilaf di verdure e ti portano anche una zuppetta e un’insalatina di quinoa. Un pizzico salato ma è buono, c’è spazio anche per il dolcetto e scopri una cosa che non avresti mai dovuto scoprire: l’halva. Un dolce a base di tahin che potrebbe diventare la tua nuova dipendenza. La vendono anche al mercato eh! Ecco cosa sono quelle forme che sembrano formaggio! E allora torniamo al mercato che faccio scorta di halva. Ai pistacchi è il top.

Trasudo spezie e mi ci vorrà qualche giorno dal rientro per perdere quest’odore ma ne è valsa la pena.

P.S: Ho provato a fare io l’halva ma la missione è fallita.

halva

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