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Viaggio culinario in Giappone: vegan food a Kyoto

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Parte prima: Kyoto

Ci sono viaggi e luoghi che restano nel cuore e che cambiano per sempre la percezione delle cose. Non vedevo l’ora di poter ritornare in Giappone. Dopo Tokyo, questa è stata la volta di Kyoto e Osaka.

Tokyo è la città. Fantastica, viva, vibrante, ricca di contrasti. Dove c’è tutto e ancora di più. Kyoto è il suo opposto. Molto tranquilla, ricca di cose da vedere e di natura. È perfetta nel suo essere e in grado di ridare la pace dei sensi. Osaka è folle.

Il Giappone è una fonte infinita di ispirazione anche e soprattutto dal punto di vista del cibo. È stato un viaggio culinario intenso, tra corsi di cucina, cibo e piatti nuovi.

Il Giappone non è conosciuto per essere tra i paesi più vegan friendly ma è più un luogo comune. Certo, bisogna partire preparati, con tanto di lista di tutti i locali, vegani, vegetariani e onnivori con opzioni perchè altrimenti il cibarsi può diventare una missione impossibile. Soprattutto la comunicazione può risultare difficoltosa, l’inglese non è parlato da molti e il pesce è onnipresente. Ma si riesce a trovare molto più di ciò che si immagina.

E allora cosa si può mangiare?

Kyoto non mi ha entusiasmata dal punto di vista del cibo. I ristoranti vegani avevano degli orari piuttosto strani e la maggior parte erano ristoranti dei templi, con cucina molto sana a base di tofu e yuba. Non proprio il mio genere. A sorprendermi è stato però  lo street food.

Vi presento qualcosa che vale di sicuro la pena provare:

  • tofu steak. Io non amo il tofu ma questa steak era indubbiamente buona. Grigliata, insaporita con salsa di soia, alghe e zenzero. Il tofu che si trova in Giappone è completamente diverso da quello che si trova qua

kyoto vegan

  • miso rice cake pop, ovvero riso sullo stecchino, grigliato sulla piastra e immerso in una salsa di miso e soia prima di essere servito. Delizioso a dir poco

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  • cetrioli sullo stecchino

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  • onigiri che passione. Sono lo snack più semplice da trovare e sono stati la mia salvezza in tutti quei momenti in cui avevo un certo languorino (e cioè spesso). Si trovano nei konbini o “convenience store”, cioè quei negozi aperti 24 ore su 24: Family mart, 7eleven, Lawson. In versione vegana ci sono quelli ai fagioli rossi e sesamo nero, quelli alle alghe e quelli con la prugna. Con quelli ai fagioli si va sul sicuro perchè si riconoscono, hanno un colore particolare. Per gli altri meglio prenderli solo se c’è la scritta in inglese che indica cosa contengono, in caso contrario meglio evitare se non si vogliono avere spiacevoli sorprese. Se poi capita di assaggiarli fatti al momento in un chiosco fuori dai templi … sono ancora più buoni

vegan kyoto

  • gelato 100% vegetale

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  • yuba, ovvero pelle di tofu. Detto così fa un po’ senso lo so ma si tratta proprio di questo. Viene molto utilizzata e questo è un yuba-pop trovato a una bancarella, era solo yuba ma c’era anche in versione ripieno con formaggio

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  • patatine lunghe. Ok, non c’è bisogno di andare fino in Giappone per mangiare delle patatine ma non le avevo mai viste e dopo aver camminato per 30 km una porzione è stata più che concessa

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Per quanto riguarda i ristoranti, ecco quelli provati:

  • Ukishima garden, che propone vegan shojin cuisine. Il tofu cheese era buonissimo, idem la terrina di miglio e il burger. Organizzano anche corsi di cucina. Lo consiglio
  • Choice, un bar ristorante che propone piatti senza glutine vegani. Interessanti i formaggi da loro prodotti, ma il resto non mi ha fatta impazzire
  • Hale, un piccolo ristorante all’interno di Nishiki Market. Propone una sola opzione che cambia giornalmente. Ideale per chi ama il cibo molto sano e poco saporito
  • Mimikou, è un udon ristorante onnivoro con un menù vegano/vegetariano. Consigliatissimo. Il mio curry di riso con tempura di verdure era fantastico
  • Himalayan. Ristorante nepalese al sesto piano con diverse opzioni vegane. Molto buono
  • Chukaryori. Ristorante cinese con molti piatti a base di verdure. Piacevole cenare al banco osservando le verdure che saltano nella wok

 

vegan kyoto

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E ora qualcosa in più

Le cose da vedere a Kyoto sono davvero tante però se si hanno abbastanza giorni a disposizione non è male riuscire a frequentare un corso di cucina. Bisogna pur unire il dilettevole all’utile.

Abbiamo frequentato presso la scuola cooking sun un interessantissimo corso sulla cucina negli izakaya (pub giapponesi di cui mi sono innamorata e dove si possono trovare diverse tapas vegane). Basta scrivere nella prenotazione che non si vogliono utilizzare ingredienti animali e il tutto verrà proposto utilizzando tofu e vegetali. Cucinare piatti giapponesi con una cuoca giapponese è un’esperienza da non farsi scappare.

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Cose da fare assolutamente a Kyoto → I miei consigli:

  • attraversare le porte del santuario di Fushimi-Inari, camminare fino in cima e godersi la vista di Kyoto
  • visitare il Kinkaku ji, tempio del padiglione d’oro bello da togliere il fiato
  • fare un giro al Nishiki market e assaggiare le verdure fermentate
  • perdere qualche ora dentro a Tokyu Hands (ma questo vale anche per Tokyo e Osaka)
  • salire sulla Kyoto Tower poco prima del tramonto e godersi lo spettacolo della città che si illumina
  • percorrere la passeggiata del filosofo
  • visitare Arashiyama → TOP

Kyoto è tutta bella ed è difficile selezionare cosa vedere (noi in una settimana abbiamo cercato di vedere il più possibile) ma Arashiyama è un posto magico. Sono rimasta incantata dalla foresta di bambù ma a incantarmi ancora di più è stato il Monkey Park. Si tratta di un monte dove vivono liberamente dei macachi giapponesi. Ci si arriva dopo una mezz’ora di camminata in salita in mezzo al bosco.

Apparte la vista mozzafiato una volta arrivati in cima, ritrovarsi circondati dalle scimmie è un’emozione che non capita di certo tutti i giorni. Si può entrare nella cabina e dare loro da mangiare dalla rete: loro sono libere e noi in gabbia per intenderci. Si può scegliere tra mela, banana e arachidi. Hanno apprezzato la mela, ma per le arachidi vanno matte (e come biasimarle!).

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